Lo sport insegna

Il recente weekend di MotoGP in Argentina (3 Aprile 2016) ci ha fornito alcuni spunti molto interessanti relativamente alla gestione delle dinamiche all’interno di un gruppo di lavoro.

Parliamo della situazione che si è venuta a creare nel team Ducati alla fine della gara che ha portato alla perdita di un ottimo risultato.
In questo breve articolo analizzeremo la situazione lungo i 3 assi che sono tipicamente utilizzati per analizzare le dinamiche all'interno di un gruppo di lavoro.

3 assi di analisi

I fatti in breve (per chi non li conoscesse)

Nel corso dell’ultimo giro i due piloti Ducati, Dovizioso e Iannone, erano rispettivamente in seconda e terza posizione e gareggiavano a distanza ravvicina già da qualche giro. Davanti Marquez (Honda) era irraggiungibile e dietro Rossi (Yamaha) era leggermente arretrato e non dava l’impressione di poter impensierire i due.
All’ultima curva Iannone forza un sorpasso e perde il controllo della ruota anteriore, scivolando sull’asfalto e coinvolgendo Dovizioso nella caduta. Entrambi i piloti vanno fuori gara.
Dovizioso si rialza velocemente e, non riuscendo a ripartire, spinge la moto per circa 300 metri fino al traguardo giungendo comunque tredicesimo e recuperando 3 punti.

Incidente Iannone Dovizioso

Asse 1: Squadra vs Individuo

Va detto che la situazione era stabilizzata e che non si correva il rischio, a questo punto della gara, che la situazione punti sarebbe cambiata perché sia la prima che la quarta posizione erano stabilizzate. Quindi la dinamica deve essere analizzata esclusivamente all’interno della squadra e tra i due piloti.
La prima evidente osservazione è che in questo caso le due variabili (Squadra e Individuo) sono entrate in conflitto. Infatti se analizzassimo la situazione dal punto di vista della squadra non sarebbe cambiato nulla avere un pilota o un altro davanti, il risultato sarebbe stato comunque eccellente; diverso invece è il punto di vista per i singoli piloti che chiaramente sono in costante confronto tra loro e vivono una situazione fortemente competitiva.
In sintesi l’azione di Iannone in termini di rischio/opportunità non si spiega assolutamente dal punto di vista della squadra mentre potrebbe avere un senso dal punto di vista del pilota.

Arrivo Dovizioso

Asse 2: Collaborazione vs Competezione

Questo aspetto differenzia notevolmente l’ambiente lavorativo da quello sportivo; però è utile ricordare che talvolta (per dinamiche tipiche della gestione del personale) si possono creare situazioni in cui tra i componenti del team si genera competizione invece di collaborazione. Con questo non si vuole dire che la competizione è da evitare in favore della collaborazione; ricordiamo infatti che in scenari fortemente competitivi (per esempio il mercato delle startup) spesso il successo è raggiunto grazie al contributo di individui competitivi. E in questo senso potremmo inquadrare il gesto finale di Dovizioso, per cui il fatto di arrivare comunque al traguardo ha coniugato spirito competitivo e voglia di dare un risultato alla squadra.
In sintesi, all’interno di un gruppo di lavoro, ogni individuo ha un ruolo e deve avere una spinta propulsiva sia verso la collaborazione che verso la competizione; l’impatto di ognuno deve essere positivo per il gruppo ed è fondamentale che il leader abbia il controllo di entrambe gli estremi dell'asse.

Dovizioso Iannone

Asse 3: Direzione vs Gestione

Il leader del gruppo deve essere in grado di leggere le situazioni e intervenire nel modo opportuno: l’azione può essere direttiva (dando indicazioni precise e inappellabili), gestionale (mediando e cercando un compromesso soddisfacente), oppure può anche lasciare evolvere la dinamica autonomamente. Gli approcci non sono certamente in conflitto ma devono essere sempre considerati nel momento in cui si viene a creare una situazione “complicata” che può avere “impatti significativi” sul risultato che il gruppo deve raggiungere. Chiaramente, situazioni diverse possono richiedere approcci diversi ed è il leader che decide come affrontarle, senza dimenticare che possono esistere fattori “esogeni”, come la sua effettiva autonomia o il livello di responsabilità.
Nel caso in questione, non potendo intervenire in tempo reale, il team manager può intervenire prima e dopo: prima per dare direttive preventive su come gestire (ed evitare) situazioni simili, dopo gestendo la squadra in modo che impari dalla situazione e ne esca rafforzata.

Team Ducati

Osservazioni finali

Chiaramente lo sport non può essere considerato come unico ed assoluto riferimento per una situazione professionale e le situazioni vanno considerate con una attenta mediazione, ma questo caso ci ha permesso di vedere come la dinamica all’interno di un gruppo di lavoro possa essere influenzata dal comportamento dei singoli individui. E’ altrettanto vero che, diversamente da questo caso particolare, gli stessi comportamenti potrebbero portare a risultati positivi e quindi si rivelino un impulso al raggiungimento di un successo piuttosto che non la causa di un fallimento.
Il punto rilevante in questi casi è la conoscenza e la capacità di controllo da parte del leader. Un buon gestore di persone, di gruppi di lavoro e di progetti, deve essere in grado di muoversi sui tre assi descritti grazie alla competenza, all’esperienza e agli strumenti disponibili.
E’ proprio in queste circostanze che l’investimento in buon manager si rivela un buon affare.



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