Le leggi dell'innovazione nell'informatica

Esiste una teoria matematica per spiegare le ragioni per cui le politiche “social” hanno impatti così rilevanti sulla diffusione dell'informazione?
La "Legge di Reed".

Tutto cominciò con la “Legge di Moore” in cui Roger Moore nel 1965 osservava empiricamente che “Le prestazioni dei processori, e il numero di transistor ad essi relativi, raddoppiano ogni 18 mesi”. Dopo 40 anni praticamente ogni individuo che segue il mercato ICT conosce questa legge per averla sperimentata direttamente (col PC di casa o con il nuovo smartphone).

 

All'inizio degli anni '90 un'altra legge si proponeva di descrivere il panorama della nuova informatica: l'arrivo di internet. Questa legge veniva modulata da una legge matematica nota da almeno 50 anni che aveva trovato la sua applicazione nelle reti, ma da una quindicina di anni è nota come “Legge di Metcalfe” (Robert Metcalfe è tra i creatori del protocollo Ethernet) in cui si definisce come dare un valore a una rete e cioè che “l'utilità e il valore di una rete sono pari ad n^2 - n dove n è il numero degli utenti”.

A differenza della legge di Moore che è una legge empirica, in questo caso l'origine nasce dall'analisi matematica del numero massimo di connessioni che una rete di n nodi può generare (pari a n(n − 1)/2 che asintoticamente tende a n^2).

 

Appare evidente come nel contesto attuale (dove l'attributo “connesso” è più importante dell'attributo “potente”) questa legge abbia delle conseguenze ben più elevate. Per altro risulta altrettanto evidente come questa legge non solo sia applicabile al'hardware ma soprattutto alle relazioni tra gli individui e quindi alla componente social che tanto contraddistingue l'innovazione ICT degli ultimi 5 anni.

Purtroppo i tempi di gestazione di questa legge saranno certamente lunghi e quindi dovremmo aspettare ancora tanti anni prima che diventi nota come la Legge di Moore; e all'inizio degli anni 2000 si profilava una nuova legge che ci spiegherà l'informatica che verrà.

 

La "Legge di Reed", prende spunto dalle analisi alla base della Legge di Metcalfe per valutare l'utilità dei gruppi di reti, prendendo appunto come esempio le reti di relazione sociale: la legge dice che “Il valore delle reti di reti scala esponenzialmente” e in particolare se n sono i nodi, il valore della rete tende a 2^n (precisamente è pari a 2^n-n-1 che asintoticamente tende a 2^n).

 

Attualmente ci sono diverse obiezioni alla legge di Reed, in particolare tre molto forti

  • il numero massimo di connessioni che può gestire un nodo,
  • il fatto che ci sono nodi più concentratori di altri,
  • il fatto che le relazioni spesso sono ambienti chiusi e quindi non è facile “navigarvi attraverso”.

Ma questi aspetti non ci impediscono di fare qualche analisi sull'impatto teorico delle relazioni sociali nella diffusione di una informazione.

 

Ammettiamo di voler vendere un cacciavite (preso come esempio di un oggetto non duplicabile): se vogliamo vendere 1000 cacciaviti, dobbiamo contattare 1000 persone.

Ammettiamo invece di voler far conoscere un cacciavite (esempio di informazione condivisibile e duplicabile): se vogliamo far conoscere i nostri cacciaviti a 1000 persone, Reed dice che potrebbe essere sufficiente contattarne 10 (2^10=1024). Ora se ipotizziamo che 10% delle persone che conoscono il nostro cacciavite lo compreranno, il numero di individui da contattare sale a 14 (2^14 = 16.384), che sono molto meno di 1000.

L'effetto leva è ancora più impressionante su grandi numeri: per raggiungere 1.000.000 di utenti bastano teoricamente 20 contatti iniziali (2^20 = 1.048.576).

Proviamo ora il ragionamento opposto: una “App” scaricata 1 milione di volte, o un portale con 1 milione di utenti, ha la potenzialità di raggiungere tutta l'umanità (anche se il numero teorico che si ottiene è ben superiore).

 

Ecco spiegato perchè tanti si affannino a utilizzare o evidenziare la componente “social” delle loro idee: per coinvolgere/raggiungere il maggior numero di utenti (“Network Marketing”).

Ed ecco spiegato anche l'interesse in un mercato (leggi “comunità" Facebook o Twitter) che fa di questa componente l'elemento cardine.

 

Però questi esempi spiegano anche il limite della legge che parla di “massimo teorico”, un valore ben lontano dai valori reali di diffusione della conoscenza. Nonostante questo, l'effetto leva ha la sua attrattiva, perchè, sebbene in misura minore da quanto previsto dalla teoria, è effettivamente percepibile.

 

Siete interessati ad approfondire gli impatti delle relazioni sociali sulla possibilità di successo delle vostre idee innovative. Contattateci.

 

Nota.

La Legge di Reed è citata proprio da Wikipedia come motivazione per inserire nuove voci.

Tuttavia al momento non esiste la sua voce nella versione italiana di Wikipedia. Voce che è stata creata contestualmente a questo articolo ed è in corso di approvazione.

 

 



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