La complessità è un problema?

Di complessità si muore: si abbandonano applicazioni, sistemi, processi... La complessità è la prima causa di fallimento dei grandi progetti.

È opinione comune che per svolgere attività complicate sia necessario introdurre un certo livello di complessità.
Questa, però, è una visione puramente ingegneristica: attività complicate = interazione complessa.

In realtà se guardiamo il problema della complessità nella sua globalità ci rendiamo conto che la essa non è un demonio da sfuggire a tutti i costi. Il problema vero è che la complessità non deve essere scaricata sulle spalle degli utilizzatori di un sistema.

Cosa voglio dire? Le macchine sono assolutamente predisposta gestire la complessità, le persone no.

Il design, ad esempio, è più portato soffermarsi sulle necessità dell'utilizzatore finale: è importante garantire semplicità ed eleganza nell'interazione con i sistemi piuttosto che offrire mirabolanti funzionalità che è l'utente non è in grado di richiamare.

Questo vuol dire che un progetto ben fatto prevede di nascondere la complessità all'interno dei processi gestiti automaticamente ed offrire interfacce semplici ed usabili nel momento in cui è richiesta l'interazione con le persone.

Diciamo quindi addio alle schermate con 300 campi da riempiere a mano o a quei processi così lunghi e tortuosi che nessuno sa mai a che punto ci si è fermati.

Se capitano questi eventi vuol dire che qualcosa non va nel progetto, non nella tecnologia.

La semplicità è un modo di pensare la soluzione.

 



Tag correlati:

Ti informiamo che, per migliorare la tua esperienza di navigazione su questo sito, sono utilizzati cookie tecnici e cookie di terze parti e non cookie di profilazione.
Alla pagina privacy avere maggiori dettagli ai sensi dell'art. 13 del Codice della privacy.
Cliccando su 'Accetto' i cookie saranno attivati Accetto