Il QrCode in america

Nel mese di giugno 14 milioni di americani, pari al 6,2% dell’intera popolazione mobile, ha utilizzato un codice bidimensionale

Fino a due anni fa il Qr Code spopolava in Giappone ma negli Usa non era capito granchè. A distanza di due anni le cose sono profondamente cambiate: solo nel mese di giugno 14 milioni di americani, pari al 6,2% dell’intera popolazione mobile, ha utilizzato il codice bidimensionale. Ad affermarlo sono i ricercatori di comScore, una digital analytics company i cui esperti sono riusciti anche a monetizzare il valore del business, pari a oltre 100mila dollari.

A guardare in dettaglio la tipologia di target emerge un 60,5% di maschi in un’età compresa tra i 18 e i 34 anni.
Ma che cosa spinge a usare il Qr code tutti questi americani? La curiosità e la voglia di informazioni criptate attraverso i codici bidimensionali stampigliati su giornali, ma anche sul packaging dei prodotti da acquistare.

Così, se la scansione più frequente è quella dei codici bidimensionali stampati su magazine e quotidiani per quasi la metà degli utenti, il 35,5% scansiona i Qr code stampigliati sulle confezioni, il 27,4% scansiona i Qr code presenti sui siti, il 12,6% quelli sui mezzi pubblici e il 7,6% quelli presenti nei luoghi di ristorazione.

L’attenzione per il fenomeno ha portato negli ultimi tempi sono stati condotti diversi studi in America che indicano come la strada verso un uso ancora più massivo del Qr code sia ancora lunga. Secondo gli analisti di Ypulse, ad esempio, due terzi degli studenti delle scuole secondarie è interessato all’utilizzo di nuove tecnologie di comunicazione ma, rispetto al Qr code, solo il 17% di questo target sa come utilizzarlo mentre il 20% ha dichiarato di non riuscire o di non avere voglia di imparare a sfruttarne i vantaggi.

Secondo un’altra società di ricerca di Chicago, Lab42, quasi il 60% degli adulti statunitensi non avrebbe alcuna familiarità con il Qr code. Solo il 13% degli intervistati, infatti, ha dichiarato di sapere come si usa.
GfK Mri Starch Advertising Research, invece, ha effettuato uno studio da cui è emerso come solo il 4% dei lettori di magazine hanno letto i Qr code durante il primo semestre del 2011, a differenza di un 14% che ha visitato il sito Web riportato in una pubblicità cartacea tradizionale. Questo significa che in termini di investimenti pubblicitari, il Qr code ha ancora tanta strada da fare nelle abitudini a stelle e strisce. Ma i segnali di un’evoluzione ci sono tutti. La stessa GfK fa notare come per il lancio dell’ultima Porche su Men’s Journal il 17% dei lettori ha utilizzato il codice stampigliato sull’inserzione pubblicitaria.

In dettaglio l’automotive si conferma tra i settori più sensibili all’utilizzo di nuove tecnologie come Rfid e Qr code. Nissan, ad esempio, recentemente ha inserito sui finestrini delle nuove automobili un autoadesivo dotato di Qr code per ottimizzare le risorse del personale addetto a seguire i clienti negli autosaloni. I venditori, grazie al qr code che rimanda a un video introduttivo che spiega le caratteristiche salienti della vettura, possono così concentrarsi a seguire i clienti più motivati mentre ai curiosi scansionare il Qr code basta come brief preliminare.



Tag correlati:

Ti informiamo che, per migliorare la tua esperienza di navigazione su questo sito, sono utilizzati cookie tecnici e cookie di terze parti e non cookie di profilazione.
Alla pagina privacy avere maggiori dettagli ai sensi dell'art. 13 del Codice della privacy.
Cliccando su 'Accetto' i cookie saranno attivati Accetto