AppStore ed il suo modello di business

In questo articolo cercheremo di analizzare il fenomeno degli Application Store moderni per capire quali siano i reali vantaggi offerti e perché questo modello di business oggi sembra essere vincente.

Con l'avvento dell iPhone, Apple ha messo a disposizione l'AppStore per scaricare le applicazioni.

Cerchiamo di capire quali siano le peculiarità di questa piattaforma per capire quali potrenno essere i suoi sviluppi futuri.

L'AppStore (AS) è fondamentalmente una directory di programmi come tante altre che sono esistite negli ultimi anni (CNet, ZDNet, Download.com, etc...), ha una minima categorizzazione per organizzare le applicazioni ed un campo per la ricerca testuale dela contenuti desiderato (come tanti altri siti).
La domanda però sorge sponatanea: perchè oggi sembra che non si possa fare a meno dell'appstore?

I Pro

Il primo aspetto caratteristico lo vedete accendendo l'iPhone o l'iPod: l'icona dell'AS è li che vi aspetta in bella mostra. In pratica, mentre prima dovevamo aprire il browser e cercare il sito, ora, la directory dei programmi è già li che vi aspetta: basta un click per entrare e non è più possibile dimenticarsela.

Secondo punto chiave: le applicazioni si installano direttamente dall'AppStore senza necessità di un computer d'appoggio. Tutto è organizzato in maniera semplice e lineare per consentire a chiunque di installare componenti senza alcuna competenza tecnica. Questo, ovviamente, è il risultato di un'architettura pensata e realizzata con questo obiettivo in mente.

Aspetto non secondario: se l'applicazione è a pagamento, il processo di billing è tutto integrato. Caricata una volta la carta di credito, non verrà poi più richiesta, ma con una semplice autenticazione si autorizzerà il pagamento di quanto dovuto. Un click e via... senza neanche accorgersene.

Ciascuna applicazione viene presentata con la sua descrizione, il costo, ed una serie di commenti e valutazioni degli utenti per capire se effettivamente valga o meno i soldi richiesti: singolare che la valutazione non sia di Apple ma lasciata alla folla che vive nell'ecosistema.

Altro punto, molto interessate, l'AppStore comunica in modalità push la presenza di una versione aggiornata di un'applicazione già installata sul terminale: l'obiettivo è avvisare l'utente della novità, e nel contempo reinserirlo nel meccanismo di acquisto senza neanche farlo pensare.

L'appStore è anche uno strumento di marketing automatico per le app (anche se estremamente limitato e primitivo): il grosso vantaggio è che se cerchi un'app è molto, am molto probabile che lì la troverai (il vantaggio di essere l'unico AppStore per iPhone).

I Contro

Purtroppo ci sono anche dei limiti alla attuale soluzione proposta.

Il principale è legato alla numerosità delle applicazioni disponibili per cui gli strumenti di ricerca ed organizzazione non sono più efficienti ed utili per un'analisi dell'offerta. ma forse è proprio quello che si vuole... purtroppo questo processo è destinato a limitare l'impatto di tutte le nuove applicazioni (più evolute delle precedenti) che verranno rilasciate da qui in avanti.

Non è disponibile un meccanismo di confronto tra le App per capire quali siano più adeguate alle richieste di un utente. L'unico meccanismo è legato alla lettura della descrizione.

PS: il meccanismo ormai consolidato dello shareware è stato prima avversato e poi ignorato da Apple, rendendo quindi impossibile la valutazione time limited di un'applicazione.

Per capire la qualità di una App ci si rifà al nome del produttore (utile solo in pochissimi casi) e ai commenti, spesso poco affidabili degli utenti (che normalmente sono interessati ad altro).

L'utente è profilato solo per finalità commerciali e non personali: percorso che renderebbe possibile organizzare automaticamente il cellulare secondo i propri interessi.In fin dei conti il cellulare è comunque percepito come una estensione digitale di se stessi.

Il marketing delle applicazioni è per la maggior parte esterno all'AppStore (essendo tutto controllato da Apple) con evidenti limiti di comunicazione e di efficazia di un modello di business che prevede di poter fare tutto da un'unica piattaforma (a parte capire che cosa si sta facendo).

Scenari futuri

Ora il politecnico si domanda se esisteranno mai degli AppStore degli operatori di rete cellulare?

La risposta è non credo, visto che uno degli aspetti per cui l'AppStore funziona è che è unico: per cui semplifica il processo di ricerca.

Inoltre ci si domanda se nasceranno AppStore specifici per provider di contenuti o aree tematiche.

Il mio pensiero è che nessun provider di contenuti oggi, abbia la forza e l'interesse per staccarsi da Apple. Il seocndo punto è più interessante perchè va a combattere un grosso limite della soluzione attuale.

Io comunque continuo a considerare irreversibile il processo avviato e credo che sarà molto difficile che Apple si faccia soffiare il controllo del mercato delle Apps.

Forse sulle piattaforme open sarà possibile attivare soluzioni distinte rispetto a quelle presiedute dal chi progetta il dispositivo, ma la frammentazione che ne deriverebbe sarebbe ancora una volta più una complicazione che un miglioramente per gli utenti.



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